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Prossimo rendez-vous con il ciccio Marco Tode dalla crucchissima cittadina di Tubinga-Mazinga domenica 1 aprile ore 14.00.

Il link della webcam è:
http://www.tuebingen.de/en/1559_webcam.html

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“Lascitemi cantare, perché ne sono fiero: sono un italiano, un italiano vero.”

Scusate il momento patriottico, ma ieri sera super cena a casa di Paolo de Roma curva sud, con il quale la sottoscritta e la Stefy hanno preparato i cannelloni!!! Abbiamo fatto la pasta, l’abbiamo tirata con la macchinetta (quella a mano) e preparato il ragù che per inciso è senza pomodoro, perchè questo va messo dopo, sopra i cannelloni farciti, assieme alla mozzarella. Ho fatto da mangiare in una cucina veraaaa, esistono qui in francia per davvero, non sono solo al ristorante e sono pure senza moquette per terra, c’erano tante mattonelline, dio che belle le mattonelle…non c’era nemmeno quello schifo del linoleum che fa tanto ospedale e che odiavo pure quando giocavo a pallavolo, perché ti lasciava sempre una bruciatura sul ginocchio ogni volta che ti tuffavi. Abbiamo preparato per l’esattezza 53 cannelloni che sono stati rapidamente sbaffati, in compagnia di un lambrusco,dagli otto italiani riuniti per l’occasione. La serata è ovviamente terminata con plettro e chitarra, ma alla novantesima canzone di Vasco le mie orecchie hanno avuto la meglio e sono ritornata alla tenda di Placieux canticchiando la mitica canzone di Toto Cotugno. Una volta a casa i miei timpani hanno chiesto il diritto all’eutanasia, che antipatici.

pi2.jpgOvvero dove è la ciccia? Zmenek, rendez-vous riuscitooo, abbiamo visto probabilmente la pi, o meglio l’ha vista rocco perchè io ho avuto qualche problemino a caricare le immagini del sito, uffi che tristezza …comunque brava pi!Avanti il prossimo ciccio!

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Stamattina mi sveglio super rintronata per via dell’ora legale, tiro su la persiana e il cielo non mi fa nessuna sopresa, ancora grigio topo, chebarbachenoia assurda. Allora lo sfido con un “oggi pulizie di primavera!”. Sai che impresa, nove metri quadrati, quanto tempo mi ci vorrà? Prevedo una mezz’ora abbondante, in realtà c’ho messo quasi due ore. Precisazione, per le pulizie mai stata una maniaca, posso dire che faccio le polveri tutto l’anno, una quantità industriale, questo si. Scelgo Gilberto Gil come colonna sonora dell’operazione “nettoyage” e comincio buttando via i vari volantini, le recensioni del cinema, le liste della spesa mai utilizzate, gli scontrini e tutto il cartame che raccatto in giro e che poi una volta a casa non degno mai di uno sguardo. Passo lo straccio per annientare le polveri, la scopa e lavo il pavimento. Presa dall’euforia decido di scendere a fare pure una lavatrice. Mi organizzo per non dimenticare nulla, quindi sacca roba sporca, detersivo e i due gettoni. Giù nella lavanderia fortunatamente non c’è nessuno. Carico la lavatrice pressando la bianchieria, i vestiti e i maglioni tutti insieme, nessun razzismo nel bucato placieux, lana e cotone, bianco e nero, non so ancora per quale mistero non ho tutto il guardaroba grigio oppure rosa mutanda. Chiudo l’oblò e inserisco il gettone. Tempo previsto per il lavaggio 27 minuti. Decido di non salire e chiacchero un pò con la ragazza marocchina che è arrivata dopo di me. Fine dei 27 minuti, trasferisco la palla di vestiti nell’asciugatrice, chiudo lo sportello e inserisco il gettone. Tempo previsto per l’alitata di aria calda 60 minuti. Decido che ora è meglio salire, saluto la fille e sfrutto l’ora a disposizione facendomi la doccia e rileggendo un capitolo di epatogastro. E’ passata l’ora, sono ovviamente in ritardo, mi precipito giù per le scale, la ragazza marocchina mi fulmina con lo sguardo, le chiedo scusa, in fretta e furia tolgo il bucato, che ovviamente non è affatto asciutto e salgo. Stendo le cose sul filo che ho tirato tra la libreria e il tubo del termosifone. Chissà con questo tempo quanto dovrò rimanere in condizione New Delhi, ma poi trovo una chicca su internet, ecco il link http://www.stendibiancheria.net
almeno la prossima volta non mi farò trovare impreparata, che stile!

Ricordo il rendez-vous con la pi a Ljubljana domenica 25 ore 14:00. La pi sosterà qualche minuto accanto ai cartelli stradali. Visto che la webcam si aggiorna ogni minuto suggerisco alla pi movimenti lenti lenti, ecco il link:

http://www.bit.si/ldvn/

Ti vedremo ciccia!

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Ieri ore 18 è stato fatto evacuare il terzo bâtiment, quello maron, dove ho vissuto i primi quattro mesi di eramus, per rischio di cedimento strutturale (un gruppo di esperti ha notato delle “fessurine” …) e d’incendio perchè pare che anche l’impianto elettrico non fosse molto sicuro. Che fosse vecchio, maron e trascurato nessuno qui aveva dubbi. Alle 18 un megafono al piano terra strilla di raccogliere i propri beni personali necessari per una-due notti et voilà 320 persone sloggiate in fretta e furia! Ora ho una serie di amici dispersi per la città, non possono ancora entrare nelle loro chambres, quando lo faranno sarà per traslocare definitivamente, pare infatti che il destino del troisième sia già segnato ” il faudra sans doute l’abattre”. Non immaginate che trauma, alla fine nonostante io ora sia nel primo bâtiment , passavo tutte le mie serate lì per un caffè, una fête, una pizzà fatta con un fornetto scalda brioches. Ho perso la mia tribù, merde, sono depressissima.

r1.jpgRendez-vous riuscito, che ficus! Grazie alla paoli e a rocco che hanno scattato le foto. Saluto anche gli amici tedesci, al riparo sotto il portico dell’opera, che hanno seguito il grande evento e che hanno risposto salutandomi quando io in realtà salutavo voi. Ci si fa un sacco di amici dando un rendez-vous via webcam! Un ultimo pensiero al mio ombrello giallo che è rimasto gravemente ferito durante l’eroica impresa (se non ve ne siete resi conto ero nel bel mezzo di una bufera), adieu parapluie! Ed ora tocca a voi cicci!

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La prima settimana di frescodilana si è conclusa, merci per l’assiduità con cui l’avete letto e commentato. Ho un regalo per voi, dei cornichons croquants ! E per gustarli meglio ci vuole la canzone giusta e quindi cliccate qui http://platea.pntic.mec.es/cvera/hotpot/les_cornichons.htm (l’esercizio di grammatica è facoltativo, ma è l’unico sito dove ho trovato gratis la chanson!)

Buono spuntino, o meglio bon apéro, a péro que bon les cornichons

Inauguro una nuova pagina del blog dedicata agli appuntamenti via webcam. Potete partecipare anche voi, è facile! Basta precisare il link della webcam, l’ora e l’eventuale segnale di riconoscimento. Poi pubblicherò le foto a testimonianza del riuscito rendez-vous. Chi è a casa può commentare, magari connettersi sarebbe un gesto carino perchè dimenarsi in una piazza ha maggior senso se si pensa che da qualche parte del pianeta ci sia qualcuno collegato!

Allora io vi do appuntamento :
Domenica 18 marzo ore 14.30 in Place Stanislas, Nancy, aprirò un ombrello (ovviamente se piove non sarò l’unica con l’ ombrello, a parte che i francesi non lo usano quasi mai, quindi male che vada se vedete un ombrello che si muove in gesto di saluto, bene, quella sarò io!). Mi trovate sulla diagonale piastrellata in grigio. Porto anche la Saint Etienne, la mia bici!
Voilà il link della webcam : http://www.mairie-nancy.fr/documents/html/xwebcamhd.htm
Ci vediamo, o meglio mi vedreteeeeee!!!

hl61.jpgDa sabato il codice postale 54100 identificante il quartiere di Haut du Liévre è stato definitivamente soppresso. Nel 1964 le poste avevano instaurato questo codice per facilitare la distribuzione delle corrispondenza nel quartiere. Da qualche anno però il 54100 era divenuto un marchio, oggetto di discriminazione soprattutto per chi, alla ricerca di un lavoro, inviava il proprio curriculum. Pare infatti che molte aziende, notando la provenienza della domanda, la cestinassero direttamente, senza nemmeno esaminarla. Ma vediamo di fare qualche passo indietro. A partire dalla seconda metà degli anni ‘50 Nancy inizia ad affermarsi come la principale città della Lorena. Grazie anche al ” baby boom” la ville è tutto un cantiere. Servono almeno 3500 alloggi, l’unico spazio a disposizione è la distesa di Haye che domina Nancy a cento metri di altitudine. Bernard Zehrfuss, già conosciuto per il palazzo dell’UNESCO a Parigi, presenta il suo progetto, un’immensa barra sulla collina, che diventerà appunto la “plus longue barre d’ Europe”. Il primo marzo 1958 viene posata la prima pietra e i lavori continuano fino al 1971. Per costruire si utilizza il prefabbricato, la media è quella di sei alloggi/die. Alle due barre vengono inoltre aggiunti dodici palazzi, una chiesa, due centri commerciali e due scuole (spero non nel drammatico ordine con cui li ho scritti io). Le nuove abitazioni all’inzio sono di gran moda, il loro stile moderno e geometrico, in netto contrasto con l’art nouveau del centro città, richiama le giovani famiglie e gli studenti. Velocissimamente il quartiere si riempie fino a raggiungere i 16.000 abitanti nel 1966. Ben presto però gli effetti del boom si attenuano, il quartiere si trasforma in un grande dormitorio, la gente comincia ad andarsene, aumenta la criminalità e chi rimane inizia a parlare di segregazione razziale, di ghetto. Negli anni ottanta più di 800 alloggi sono liberi. Da allora il comune ha inziato una politica di riabilitazione del quartiere, che continua ancora oggi con le più disparute iniziative, teatro di strada, laboratori e perchè no anche con l’adieu al 54100.

Ai patavini non ricorda nulla questa storiella?

* ringrazio per le informazioni Diana e i suoi compagni dell’École de Architecture.

 

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-Monsieur Malaussène, Pennac

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