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Da sabato il codice postale 54100 identificante il quartiere di Haut du Liévre è stato definitivamente soppresso. Nel 1964 le poste avevano instaurato questo codice per facilitare la distribuzione delle corrispondenza nel quartiere. Da qualche anno però il 54100 era divenuto un marchio, oggetto di discriminazione soprattutto per chi, alla ricerca di un lavoro, inviava il proprio curriculum. Pare infatti che molte aziende, notando la provenienza della domanda, la cestinassero direttamente, senza nemmeno esaminarla. Ma vediamo di fare qualche passo indietro. A partire dalla seconda metà degli anni ‘50 Nancy inizia ad affermarsi come la principale città della Lorena. Grazie anche al ” baby boom” la ville è tutto un cantiere. Servono almeno 3500 alloggi, l’unico spazio a disposizione è la distesa di Haye che domina Nancy a cento metri di altitudine. Bernard Zehrfuss, già conosciuto per il palazzo dell’UNESCO a Parigi, presenta il suo progetto, un’immensa barra sulla collina, che diventerà appunto la “plus longue barre d’ Europe”. Il primo marzo 1958 viene posata la prima pietra e i lavori continuano fino al 1971. Per costruire si utilizza il prefabbricato, la media è quella di sei alloggi/die. Alle due barre vengono inoltre aggiunti dodici palazzi, una chiesa, due centri commerciali e due scuole (spero non nel drammatico ordine con cui li ho scritti io). Le nuove abitazioni all’inzio sono di gran moda, il loro stile moderno e geometrico, in netto contrasto con l’art nouveau del centro città, richiama le giovani famiglie e gli studenti. Velocissimamente il quartiere si riempie fino a raggiungere i 16.000 abitanti nel 1966. Ben presto però gli effetti del boom si attenuano, il quartiere si trasforma in un grande dormitorio, la gente comincia ad andarsene, aumenta la criminalità e chi rimane inizia a parlare di segregazione razziale, di ghetto. Negli anni ottanta più di 800 alloggi sono liberi. Da allora il comune ha inziato una politica di riabilitazione del quartiere, che continua ancora oggi con le più disparute iniziative, teatro di strada, laboratori e perchè no anche con l’adieu al 54100.
Ai patavini non ricorda nulla questa storiella?
* ringrazio per le informazioni Diana e i suoi compagni dell’École de Architecture.

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